Il segreto dell’immobilità

Quando assumiamo una posizione seduta considerata il fondamento della meditazione, la prima condizione da cercare , della quale parlano tutti i testi, è l’immobilità. Gli incontrollati movimenti della mente e le innumerevoli tensioni emotive , inducono ad una continua agitazione corporea. La difficoltà a mantenerci fisicamente immobili è uno dei maggiori ostacoli alla sperimentazione della pratica meditativa.

L’immobilità, proprio per questo, è un grandissimo strumento di applicazione della volontà, per l’accrescimento di un effettivo potere di concentrazione mentale. Essa può essere considerata una vera e propria porta segreta verso la meditazione. Lo è , perché occorre sviluppare volontà ed intenzione , indispensabili per dirigere l’attenzione verso una stabile introspezione; ma anche perché l’immobilità stessa , una volta conseguita, consente di penetrare in uno stato di coscienza che trascende l’identificazione con il corpo fisico, favorendo l’accesso ad uno ” spazio ” silenzioso e atemporale.

 

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